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Paestum

La piana di Paestum, inaspettata, aspra e affascinante. La natura, in questa terra, regala scenari emozionanti e panorami incantevoli. La zona di Paestum, e i suoi dintorni, sono stati abitati fin dalle epoche più remote: la fondazione, risalente alla metà del VII secolo a.C., è testimoniata dal ritrovamento di manufatti, che confermano la presenza di una popolazione indigena al momento della colonizzazione greca .

I greci, una volta conquistata la città, la chiamarono Paestum, in onore del dio del mare: la sua posizione, nella piana bagnata dal Sele, nel golfo che fu detto Posidoniate – oderno Golfo di Salerno – le permise di raggiungere fertilità e floridezza.

La città deve il suo nome attuale e il patrimonio storico alla potenza romana che, debellati i greci, fondò nel 273 a.C. una colonia latina, che chiamò Paestum. Paestum rimase sempre fedele a Roma anche nei momenti più gravi della sua storia. Una fedeltà che le fece guadagnare la riconoscenza romana, e le garantì il privilegio di battere moneta propria di bronzo, fino ai tempi di Augusto e Tiberio. A Paestum i Romani costruirono edifici grandiosi, come le Terme, il portico del Foro, il Tempio detto della Pace e l’anfiteatro.

A seguito dell’ondata di malaria, la città andò spopolandosi, fino a ridursi semideserta nel Medioevo, e a perdersi perfino il ricordo della sua ubicazione.Fu riscoperta soltanto verso la metà del sec. XVIII, durante il regno di Carlo III di Borbone. Da allora cominciarono i primi studi e rilievi dei monumenti, ai quali furono dati i nomi convenzionali che ancora oggi conservano: Basilica, Tempio di Nettuno, Tempio di Cerere, che consentono di contemplare la solennità di uno spaccato di storia antica.